Da qualche anno la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ha lanciato l’allarme: “l’utilizzo dei cellulari si sta trasformando da uso in abuso e gli effetti nocivi per la salute sono sempre più evidenti”.
Ritardo nel linguaggio, obesità, colesterolo, ipertensione, problemi di apprendimento, sono solo alcuni dei rischi a cui i nostri giovani possono andare incontro.
Altra controindicazione importante riguarda il sonno: l’uso dei dispositivi multimediali può interferire con la qualità del sonno attraverso le sollecitazioni causate da alcuni contenuti stimolanti o dall’esposizione alla luce dello schermo.
Fondamentale risulta anche il comportamento dei genitori nei confronti di questi dispositivi: essi fungono da modello per l’uso che i figli fanno di Internet e possono anche influenzare i comportamenti online dei ragazzi, tanto da riuscire ad esempio, con la loro supervisione e il loro monitoraggio, a ridurre il coinvolgimento dei ragazzi in episodi di cyberbullismo (Elsaesser et al., 2017).
L’esempio e il modello offerto dagli adulti, e dai genitori in particolare, è molto importante; dobbiamo essere noi stessi i primi ad essere informati e preparati riguardo a risorse e rischi, e fare un uso adeguato e corretto della tecnologia, che non deve essere demonizzata ma compresa e gestita. Cosa significa tutto questo? Significa evitare facili entusiasmi o proibizionismo ad oltranza, aprendosi con spirito critico ai nuovi mezzi e alle nuove modalità di comunicazione, sforzandosi di capirne i rischi e le opportunità sia per i se stessi sia per i propri figli.

Ecco poche e semplici dritte per rendere più semplice il rapporto genitori/ figli/ smartphone:

  • Limitare l’uso a massimo 1 ora al giorno nei bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni;
  • Ridurne al massimo 2 ore al giorno per quelli di età compresa tra i 5 e gli 8 anni;
  • Evitare l’uso durante i pasti favorendo la conversazione e il dialogo;
  • Insegnare ai bambini a esprimere le emozioni non soltanto con emoticon;
  • Usare le possibilità educative offerte dalle nuove tecnologie (giochi interattivi, piccoli quiz).

Come spesso accade, il problema non è lo lo strumento in sé ma l’uso che se ne fa; ovvero la consapevolezza di poter gestire queste nuove tecnologie per renderle una risorsa importante sia per gli adulti sia per i bambini.

Dott.ssa Facco Laura
Psicologa specializzata in sostegno psicologico a bambini, adolescenti, adulti e coppie.